Check-up aziendale

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Il check-up dello stato di salute della PMI

Ogni imprenditore che abbia un minimo di esperienza di gestione aziendale sa cogliere quasi istintivamente alcuni segnali che gli dicono che gli affari “stanno andando bene”, oppure, al contrario,  “stanno prendendo una brutta piega”, anche quando magari il fatturato cresce.

In particolare, nella seconda ipotesi, imprenditore e collaboratori diretti si accorgono che qualcosa non va perché non avviene il pagamento di una ricevuta bancaria, oppure è eccessivo il periodo di mancata copertura delle somme accordate dalle banche, non arrivano i materiali necessari alla produzione o alla vendita, vengono modificate le condizioni contrattuali di dilazione dei pagamenti, non vengono rinnovati contratti in scadenza del personale, e così via.

Saper cogliere tempestivamente – nel bene e nel male – i segnali più “critici” di successo o di insuccesso, per far volgere a proprio favore i primi ed eliminare o ridurre l’impatto dei secondi, è indubbiamente il primo requisito del “saper gestire”. Ciò tuttavia non basta, se i vari sintomi spot non si collocano in un quadro sistematico d’insieme. Se il fatturato cresce significativamente, ciò si traduce in un proporzionale incremento dei profitti e del cash flow? La crescita dell’azienda è finanziariamente sostenibile, tenuto conto che comporta fabbisogni crescenti di capitale circolante? Il portafoglio ordini è consistente, ma perché ci sono problemi di liquidità? E così via.

La risposta a questi problemi è affidata a tanti fattori, la cui pre-condizione  è l’esistenza di un adeguato sistema di controllo di gestione. Tuttavia questa per molte PMI è una strada poco praticabile, per difetto di risorse finanziarie e professionali e a volte è addirittura considerata un optional.

Anche supponendo in prima ipotesi che gli affari “stiano andando bene”, sorge spontanea una domanda: quando mi rivolgo ad una banca o ad un finanziatore esterno per coprire i fabbisogni di capitali determinati dai miei progetti di sviluppo, ho una sufficiente consapevolezza dei parametri di gestione (a parte le garanzie richieste), cioè di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale su cui tali soggetti – in condizioni di corretta negoziazione – fondano il loro giudizio di affidabilità? Non sempre la risposta è affermativa e, se ciò si somma alla circostanza che l’azienda non ha un adeguato sistema di controllo di gestione, è facile che non si capisca bene perché un finanziamento è stato negato e ci si senta vittime di decisioni inique.

A maggior ragione, se l’ipotesi è che le cose “si stiano mettendo male”, si rischia di scivolare in una situazione di crisi senza la piena consapevolezza delle sue cause e di come i vari sintomi che la segnalano si legano tra di loro in un quadro d’insieme chiaro e integrato. L’esperienza insegna che sovente le situazioni di crisi aziendale sono paragonabili alle condizioni di un malato che si sottopone alle cure mediche solo nel momento in cui il suo stato di salute è ormai compromesso, perché non ha effettuato i dovuti accertamenti ai primi sintomi – ovviamente accertamenti  affidati alla scienza medica – o non ha provveduto a verifiche periodiche di prevenzione.

Partendo dal presupposto che la tipica strumentazione del controllo di gestione non sia presente in azienda, risulta comunque inconfutabile l’esigenza di fare il check-up dello stato di salute dell’azienda, e in particolare di un check-up mirato di auto-valutazione in occasione di richieste di finanziamento a banche o ad altri soggetti.

La nostra proposta per le PMI: il servizio “Check-up”

Non si tratta di un vero sistema di controllo di gestione, sempre più o meno complesso e impegnativo da progettare e gestire, ma di un set di indicatori, tipicamente ricavabili dal bilancio d’esercizio e dalle corrispondenti situazioni periodiche. Il numero di indicatori possibili è molto elevato, ma – quando c’è –  è spesso:

  • poco selettivo (più ce ne sono, meglio è)
  • poco integrato (i collegamenti e i nessi di causa-effetto sono un optional).

Il risultato è il disorientamento, la confusione e la sfiducia negli strumenti di gestione basati sulla misurazione con i numeri economico-finanziari.

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Per evitare queste possibili conseguenze indesiderate, il servizio “Check-up” viene proposto come un monitoraggio degli equilibri economico-finanziari della gestione attraverso un numero di indicatori di bilancio:

  • limitato (pochi ma buoni, cioè rilevanti)
  • integrato (alcuni individuano il sintomo, altri la sua causa).

In caso di richiesta di finanziamenti, tale sistema di indicatori è mirato a:

  • focalizzare opportunamente i parametri che di solito le banche e altri finanziatori considerano prioritario ai fini dell’affidamento;
  • consentire una sorta di pre-rating, che non vuole riprodurre o sostituire quello del finanziatore (diverso da banca a banca o altro soggetto), ma permette comunque di fornire all’azienda richiedente una prima auto-valutazione idonea a renderla più consapevole dei problemi che potrà eventualmente incontrare nei rapporti con il suo interlocutore.

Contenuto di “Check-up”

Il check-up si basa sul monitoraggio del profilo economico-finanziario della gestione d’impresa, mediante:

  • un numero limitato di indicatori di redditività, di situazione e di struttura finanziaria ricavati dal bilancio d’esercizio e riferito agli ultimi periodi;
  • adeguati parametri con cui confrontare la situazione aziendale;
  • un pre-scoring e rating orientativo, utile per auto-valutarsi e affrontare consapevolmente la discussione con finanziatori esterni.

La caratteristica di tale servizio è la semplicità, coniugata con la capacità di collegamento delle principali variabili in gioco, in modo tale da evitare il rischio di proliferazione di indicatori poco rilevanti e – altrettanto grave – incapaci di distinguere le cause di equilibri/squilibri ai loro effetti. Inoltre il monitoraggio arriva ad una sintesi idonea a esprimere un giudizio d’insieme sulla situazione economico-finanziaria aziendale.

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Modalità di erogazione del servizio

Il servizio “Check-up” comporta l’effettuazione del monitoraggio ogni qual volta la Direzione lo ritenga necessario, con particolare focalizzazione sull’esigenza che sorge in occasione di richieste di finanziamento.

Il contenuto specifico del sistema di monitoraggio dei risultati è in parte contraddistinto da uniformità, indipendentemente dalle caratteristiche della singola impresa, e in parte personalizzato, specie per quanto riguarda alcuni indicatori differenti da impresa a impresa.

Destinatari

Destinatari della proposta “Check-up” sono i titolari di PMI che intendono impiegare proficuamente i dati della contabilità e del bilancio d’esercizio per monitorare periodicamente le condizioni di equilibrio economico-finanziario della propria imprese, in particolare nella fase in cui gli stessi si rivolgono a banche o altri intermediari finanziari per richieste di finanziamento e necessitano di un check-up autonomo di auto-valutazione e di un pre-rating idonei ad orientare la presentazione e la negoziazione della richiesta.