Consulenza controllo di gestione

Consulenza CONTROLLO DI GESTIONE

Dalla contabilità analitica, al budget, al reporting, partendo dal business plan:

per un monitoraggio mirato

per garantire l’agire informato 

Consulenza controllo di gestione

Il controllo di gestione, inteso come strumento di monitoraggio dei risultati economico-finanziari e come guida verso gli obiettivi della gestione, è in apparenza un optional, non prescritto e disciplinato dalla legge, come invece avviene per la contabilità generale ed il bilancio.  Di conseguenza, la miriade di piccole imprese che popolano l’universo aziendale italiano evitano, nella maggioranza dei casi, di dotarsi di uno strumento ritenuto costoso e facoltativo.

Se però ci limitiamo a considerare l’obbligatorietà normativa dello strumento ( o no), senza entrare nel merito di come tradurlo in pratica, constatiamo che la presunta opzionalità del controllo di gestione non esiste (o, meglio, esiste solo a certe condizioni). E ciò non solo da oggi.

La realtà è che esistono alcune norme rilevanti in materia di strumenti organizzativi e gestionali di cui devono dotarsi le imprese, sintetizzabili così:

  1. secondo il D.Lgs 231/2001 l’azienda non risponde di reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente, purchè provi che l’organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
  2. secondo l’articolo 2381 del C.C. gli amministratori “con delega” curano che l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa. Inoltre tutti gli  amministratori sono tenuti ad agire in modo informato. L’articolo 2403, poi, prevede che il collegio sindacale vigili sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento;
  3. secondo il recente D.Lgs. 12 gennaio 2019, n.14 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza), all’articolo 3 viene ricordato come dovere dell’imprenditore individuale l’adozione di misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e, per quanto riguarda l’imprenditore collettivo, l’adozione di un assetto organizzativo adeguato ai sensi dell’articolo 2086 del codice civile, ai  fini  della  tempestiva  rilevazione  dello  stato  di  crisi. Il decreto prescrive l’uso di strumenti   di   allerta,  finalizzati   alla   tempestiva rilevazione degli indizi di  crisi  dell’impresa, cioè l’adozione di opportuni  indicatori economico-finanziari.

Consulenza controllo di gestione

 

n definitiva, nelle varie norme sopra accennate si usano termini o espressioni che identificano strumenti di cui fa sicuramente parte il controllo di gestione. Tali norme non riguardano solo le grandi imprese, ma anche le PMI. In particolare, le nuove norme sulla crisi d’impresa e dell’insolvenza (vedi supra), specificano che l’ambito di applicazione riguarda anche l’«impresa minore», definita (art. 2) come avente congiuntamente  i seguenti  requisiti:  1)  un   attivo   patrimoniale   di   ammontare complessivo non superiore ad euro trecentomila; 2) ricavi  per  un ammontare complessivo annuo non superiore ad  euro  duecentomila; 3) un ammontare di debiti  anche  non  scaduti  non superiore ad euro cinquecentomila. Rilevante ai nostri fini è pure (art. 379) l’obbligo  di nomina dell’organo di controllo o del revisore per le società che hanno superato per due esercizi consecutivi almeno  uno dei seguenti limiti:  1)  totale  dell’attivo  dello  stato patrimoniale: 2 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite  e delle  prestazioni:  2  milioni  di  euro;  3)  dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità;

L’obbligo di adozione di strumenti come quelli indicati ai punti 1) e 3) precedenti è finalizzato all’esenzione di responsabilità di reati e alla tempestiva rilevazione di uno stato di crisi (e alla sua prevenzione) per evitarne le conseguenze. Ciò non significa però che gli strumenti di controllo di gestione siano un optional per l’ordinaria conduzione dell’azienda. Infatti, il riferimento all’obbligo di agire in modo informato da parte degli amministratori, di cui all’articolo 2381 del C.C, è sufficiente per concludere che il controllo di gestione è obbligatorio comunque, anche quando  la gestione aziendale si svolge in condizioni di “normalità”, di correttezza e di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale.

consulenza controllo di gestioneAlla luce di queste premesse, di natura normativa, il nostro Studio ha pensato e messo a punto alcuni prodotti, adatti alle PMI, in grado di raggiungere insieme due obiettivi:

  1. rispettare le leggi vigenti e, con ciò, esimere amministratori e manager da pesanti responsabilità in caso situazioni non auspicabili dal punto di vista della regolarità delle operazioni e del rischio di crisi;
  2. dotarsi di strumenti di controllo di gestione semplici e di costo accessibile alla PMI, oltremodo utili per rendersi conto dello stato di salute dell’azienda nella normalità della gestione (quando va bene) o prima che sia troppo tardi (quando va male).

Si segnalano in particolare tre prodotti dello Studio:

  1. Agire informati”, rivolto agli Amministratori di imprese di piccole dimensioni che non dispongono ancora di sistemi veri e propri di Pianificazione e di Controllo della gestione e hanno acquisito la consapevolezza che gli strumenti di gestione, oltre ad essere necessari per condurre l’impresa in modo consapevole, riflettono un preciso obbligo di legge, il cui rispetto evita o riduce la portata di responsabilità indesiderate in caso di insuccesso che provochi danni alla società, a creditori o a terzi.
  2. Check-up”, rivolto ai titolari di PMI che intendono impiegare proficuamente i dati della contabilità e del bilancio d’esercizio per monitorare periodicamente le condizioni di equilibrio economico-finanziario della propria imprese, in particolare nella fase in cui si rivolgono a banche o altri intermediari finanziari per richieste di finanziamento e necessitano di un check-up autonomo di auto-valutazione e di un pre-rating idonei ad orientare la presentazione e la negoziazione della richiesta.
  3.  “Monito4U”, il servizio costruito su misura a supporto della pianificazione e monitoraggio della gestione per imprese di medie e piccole dimensioni.

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